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Jack LaMotta
Jake LaMotta nacque nel 1922 nel Lower East Side di Manhattan, a New York, in una famiglia modesta di origini italiane. Suo padre era un immigrato siciliano proveniente da Messina, mentre la madre era statunitense, figlia di genitori italiani.
Poco dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì a Filadelfia, in Pennsylvania, dove rimase per un breve periodo prima di tornare definitivamente a New York. LaMotta crebbe in un quartiere difficile del Bronx.
La sua infanzia fu segnata dalla povertà e da un ambiente sociale molto duro. Il padre, per guadagnare qualche soldo in più, lo spingeva a partecipare a combattimenti clandestini con altri ragazzi del quartiere, sui quali gli adulti scommettevano. LaMotta imparò i primi rudimenti della boxe in riformatorio, dove era stato mandato per furto.
Jake LaMotta fu una figura molto discussa, sia dentro che fuori dal ring. La sua vita turbolenta, raccontata nell’autobiografia Toro scatenato, ha ispirato l’omonimo film diretto da Martin Scorsese e interpretato da Robert De Niro.
LaMotta divenne professionista nel 1941, a soli 19 anni. Il 5 febbraio 1943, a Detroit, fu il primo pugile a sconfiggere Sugar Ray Robinson — considerato da molti il più grande di sempre — in un match valido per i pesi welter. Vinse ai punti dopo 10 round, mandando Robinson al tappeto nell’ottava ripresa. Fu il secondo dei loro sei incontri, che alimentarono una delle rivalità più celebri della storia della boxe. Ring Magazine definì quell’incontro la “sorpresa dell’anno” per il 1943.
Negli altri cinque confronti, Robinson ebbe sempre la meglio, incluso quello del 1951 in cui LaMotta mise in palio il titolo mondiale dei pesi medi. Dopo la sconfitta del 1943, Robinson rimase imbattuto per otto anni consecutivi.
Dopo aver perso il titolo dei medi il 9 dicembre 1949 a New York, LaMotta affrontò di nuovo Robert Villemain, ma questa volta fu sconfitto ai punti in dieci riprese. Anche questo match fu considerato la “sorpresa dell’anno” per il 1949. Successivamente combatté tra i mediomassimi, senza ottenere risultati particolarmente brillanti, e si ritirò definitivamente nell’aprile del 1954.
Nel corso della sua carriera totalizzò 83 vittorie (30 per KO), 19 sconfitte e 4 pareggi. La International Boxing Hall of Fame lo ha inserito tra i più grandi pugili di sempre. The Ring lo ha classificato al 5º posto tra i migliori pesi medi della storia nel 2001 e nel 2004, e al 52º posto nella lista degli 80 migliori pugili degli ultimi 80 anni nel 2002.
